Osella natalizia: un giovane simbolo che è già tradizione

23 Dicembre 2016 Associazione Alumni_admin Categories news, Senza categoria

Sabato 17 dicembre si è svolta la cerimonia dello scambio degli auguri natalizi, durante la quale, come consuetudine negli ultimi anni, il Magnifico Rettore Rosario Rizzuto ha offerto al corpo accademico, ai dirigenti amministrativi e ai collaboratori dell’Ateneo Patavino un simbolico dono natalizio, l’Osella. Una “giovane” consuetudine che dal 1990 ad oggi è diventata una significativa tradizione, la cui realizzazione e continuità è sostenuta da sempre con il contributo dell’Associazione Amici dell’Università di Padova.

Cosa sono le Oselle natalizie?

L’Osella natalizia rappresenta ormai da 26 anni il tradizionale dono natalizio del Magnifico Rettore al corpo accademico, ai dirigenti amministrativi e ai collaboratori dell’Università di Padova. Una moneta che ispirandosi ad antiche tradizioni e raffigurando i personaggi, i momenti e i luoghi che hanno dato lustro all’Università di Padova vuole ispirare e illuminare il presente e il futuro celebrando il passato del nostro ateneo, il Gymnasium Omnium Disciplinarum, come recita la scritta all’ingresso del Cortile Antico. Ogni anno infatti l’Osella viene dedicata a un personaggio, a un evento o a un luogo significativi per l’Ateneo. Sulle Oselle passate, per ricordarne qualcuna, troviamo personaggi come Galileo Galilei, Fra Paolo Sarpi o Giacomo Zabarella, luoghi come l’Orto Botanico o il Teatro Anatomico di Palazzo Bo e anche il principio dell’Accademia patavina “Universa universis patavina libertas”. Questo nostro antico motto è riportato nell’osella del 1999, ora adottata come Sigillum dell’Università. L’Osella di quest’anno in particolare è stata dedicata a Tito Livio, uno dei più noti e antichi illustri personaggi della cultura patavina. Nel 2017 infatti cade l’anniversario dei 2000 anni dalla sua morte, ricorrenza che a Padova sarà celebrata con una serie di eventi intitolati allo storico romano.

Come nasce l’idea delle Oselle come dono natalizio?

L’omaggio natalizio della moneta-medaglia è una tradizione che venne introdotta nel 1990 dal Magnifico Rettore Mario Bonsembiante durante una delle consuetudini della vita universitaria, ovvero lo scambio degli auguri natalizi. Questo incontro, almeno nel dopoguerra, era fortemente esclusivo: si partecipava su invito del rettore, coinvolgeva principalmente le autorità e si limitava ai professori ordinari e ai dirigenti amministrativi. Negli ultimi anni lo scambio degli auguri di Natale ha assunto una dimensione più ampia, diventando l’evento che riunisce le varie professionalità dell’ateneo. Durante l’evento il Magnifico Rettore continua ad offrire il prezioso e significativo dono dell’Osella a tutti i docenti per “onorare” il reciproco e particolare legame di colleganza e di stima. Con il conio della prima moneta-medaglia, il Magnifico Rettore Mario Bonsembiante contribuì all’introduzione di un dono significativo che nel tempo è stato riconfermato dai suoi successori diventando veicolo della storia dell’Ateneo e simbolo annualmente aggiornato della sua presenza nel mondo contemporaneo. Una tradizione che continua da sempre anche grazie all’impegno e al contributo degli Amici dell’Università, associazione nata proprio in concomitanza con la prima moneta-medaglia.

Perché si chiamano Oselle?

La moneta-medaglia offerta come dono natalizio dal rettore acquisì una sua “identità” specifica con il nome definitivo di Osella nel 1996 durante il rettorato di Giovanni Marchesini. Il nome deriva da una cerimonia simile agli auguri natalizi dell’ateneo che si svolgeva tra il Serenissimo Principe e i membri del Maggior Consiglio. L’Osella era infatti l’antica moneta-medaglia, coniata ogni anno a Venezia dal 1521 al 1797, anno della caduta della Repubblica di Venezia, che il doge donava alle personalità della Serenissima proprio in occasione del Natale. Nello specifico tale cerimonia risaliva alla seconda metà del XIII secolo e per anni l’omaggio del doge ai membri del Maggior Consiglio consistette in cinque anatre selvatiche. Nel 1521 il doge Antonio Grimani, a causa del blocco della caccia agli uccelli durante le guerre, fu costretto a preferire il conio di una moneta-medaglia che chiamò Osella, dal veneziano osel o uccello.

L’Osella patavina rappresenta quindi il “giovane” simbolo che celebra la cultura e l’identità dell’Ateneo. Richiamando un antico rituale e rielaborandolo in chiave moderna, l’Osella coniuga vecchio e nuovo, antiche tradizioni e recenti innovazioni, evidenziando nella sua storia e nei soggetti a cui ogni anno viene dedicata come il passato guida il presente e il futuro nel processo di evoluzione della cultura che l’Università degli Studi di Padova si impegna a sostenere e insegnare nelle varie discipline del Sapere. Un dono esclusivo per ringraziare tutte le persone che con il loro lavoro quotidiano contribuiscono a mantenere viva e produttiva l’Università degli Studi di Padova, facendo tesoro di un passato che è fonte di ispirazione per il presente e il futuro.

Fonti

www.amiciunipd.it/download/file/fid/152

https://it.wikipedia.org/wiki/Osella