TARTINI 2020: ogni sabato fino al 20 ottobre le visite guidate “tartiniane” ti aspettano!

1 Ottobre 2018 Associazione Alumni_admin Categories bacheca, Senza categoria

Procede l’edizione 2018 di “Tartini 2020”, il progetto dell’Università di Padova DISLL (Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari) in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Cesare Pollini”, a cui, grazie al sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, viene affidato come organizzazione e gestione all’Associazione Amici della Musica di Padova.

L’iniziativa è giunta ormai alla sua 4° stagione: nata nel 2014 si avvicina alla ricorrenza del 250° anniversario della morte di Giuseppe Tartini (Pirano, 1692 – Padova, 1770) promuovendo la conoscenza e la valorizzazione di una delle figure chiave del Settecento musicale europeo.

Il fitto calendario di appuntamenti è strutturato in modo da toccare una molteplicità di registri e raggiungere sia gli interessi di ricercatori ed esecutori che quelli del grande pubblico di appassionati di musica e cultura. 

La nuova stagione è stata aperta ufficialmente con le “Esplorazioni tartiniane”, risultato del successo di una prima iniziativa “sperimentale” dello scorso marzo realizzata in collaborazione con le associazioni di guide turistiche ASCOM, Confesercenti e Ass. Elena Cornaro Piscopia. Fino al 20 ottobre sono state organizzate delle visite pomeridiane nei luoghi padovani legati al compositore. In particolare le visite vengono proposte solo di sabato con inizio alle 15:30 presso la fontana dell’Isola Memmia in Prato della Valle e conclusione alla chiesa di Santa Caterina, dove riposano le spoglie di Tartini e della moglie Elisabetta Premazore, coi concerti di violino solo (musiche tratte dal manoscritto padovano I-Pca-1888) delle 18:00. 

Le “Esplorazioni tartiniane” fanno parte della rassegna dell’Assessorato alla Cultura “Estate Carrarese”. Le visite guidate sono gratuite con prenotazione obbligatoria (per informazioni: info@amicimusicapadova.org – 049 8756763).

I prossimi appuntamenti con le “Esplorazioni tartiniane”:
6 ottobre 2018, ore 18
Joanna Piszczorowicz, violino
Tullia Greggio, guida
G. Tartini: Sonata n. 24
G. Tartini: Sonata n. 25

13 ottobre 2018, ore 18
Ivan Malaspina, violino
Stefania Dantone, guida
G. Tartini: Sonata n. 20
G. Tartini: Sonata n. 9

20 ottobre 2018, ore 18
Chiara Volpato, violino
Tiziana Mantoan, guida
G. Tartini: Sonata n. 19
G. Tartini: Sonata n. 2

Si prosegue, dal 22 al 26 ottobre, con una masterclass di livello al Conservatorio Pollini di Padova incentrata sull’esecuzione della musica di Tartini secondo il criterio della prassi storicamente informata: docente Federico Guglielmo, assistito da Tommaso Luison. Il corso di perfezionamento di Guglielmo culminerà in un concerto finale aperto al pubblico presso l’Auditorium C. Pollini, il 26 ottobre alle 21: gli allievi del corso parteciperanno sia in qualità di solisti che di componenti dell’orchestra e alle musiche di Tartini verranno alternate letture affidate all’attore Pierdomenico Simone tratte dalla biografia di Johann Gottlieb Naumann (l’allievo di composizione di Tartini verso il quale il “Maestro delle Nazioni” provava un affetto filiale).

La parte dedicata agli “Incontri di cultura”, in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova DISLL, vedrà la presentazione pubblica dei seguenti volumi: “Gaetano Guadagni, the Modern Castrato” di Patricia Howard, a cura di Sergio Durante (Studio Teologico, Basilica del Santo, 6 novembre); “Tartini, Padova, l’Europa” di Sergio Durante, presentazione a cura di Giuliano Pisani (Sala del Romanino, Musei Civici agli Eremitani, 6 dicembre); “Da Bach a Tartini: un apprendistato musicale nell’Europa del Settecento” di August Gottlieb Meissner, a cura di Giorgia Malagò (Sala del Romanino, Musei Civici agli Eremitani, 23 gennaio 2019).

Il 5 e 6 novembre, presso lo Studio Teologico del Santo, avrà poi luogo il convegno “Tartiniana Nova”, in collaborazione con Università di Padova DISLL e Archivio musicale della Veneranda Arca di S. Antonio: verranno esposti il lavoro di giovanissimi ricercatori e i risultati di scoperte fatte dentro l’Archivio musicale della Veneranda Arca di S. Antonio. Il convegno avverrà in concomitanza dell’inaugurazione di un’esposizione di manoscritti tartiniani in occasione della riapertura della Biblioteca Antoniana.

In collaborazione con il Lions Club “Cornaro Piscopia”, vi sarà inoltre la presentazione del progetto espositivo dedicato a Tartini e alla storia musicale europea in Padova (a cura di Studio azzurro – Milano), intitolata “Lo spazio armonico”. Luogo e data dell’evento verranno comunicati appena possibile.

Con il Comune di Pirano quale capofila, la Comunità degli Italiani Giuseppe Tartini, il Festival di Lubiana, il Conservatorio di Musica “G. Tartini” di Trieste e il Segretariato del Central European Initiative – CEI, “Tartini 2020” è partner del progetto “tARTini: Turismo culturale all’insegna di Giuseppe Tartini – Kulturni turizem v znamenju Giuseppeja Tartinija”, co-finanziato dal Programma Interreg Italia-Slovenia 2014-2020.

INFORMAZIONI:
Associazione Amici della Musica di Padova
Via L. Luzzatti n.16 B
info@amicimusicapadova.org
049 8756763

STORIA DI GIUSEPPE TARTINI
Giuseppe Tartini ci ha lasciato un numero sonate per violino intorno alle 170. In effetti, non sappiamo con precisione quante, sia perché non pochi manoscritti pervenuti sono stati falsamente attribuiti a Tartini (un nome che ‘vendeva’ molto bene), sia perché lo stesso compositore ci ha lasciato un certo numero di  movimenti singoli per così dire ‘orfani’, cioè non raccolti in un’opera di più movimenti precisamente configurata.

Fra le sonate autentiche si possono individuare due gruppi ben distinti: le sonate date alle stampe dallo stesso Tartini (che ne vigilò l’edizione) e quelle rimaste manoscritte. Nell’arco della lunga carriera è visibile uno sviluppo stilistico che, dal punto di partenza che prendeva a modello Arcangelo Corelli (morto nel 1713) e prevedeva sia le sonate ‘da chiesa’ che quelle ‘da camera’ (diversamente caratterizzate), approdò successivamente all’unico genere, essenzialmente cameristico, in tre movimenti. Parallelamente, Tartini aspirò soprattutto nel periodo più maturo ad una semplificazione della struttura adottando movimenti brevi ed essenziali; questa scelta corrispondeva a un’esigenza estetica e pratica insieme: infatti è probabile che questo tipo di ‘piccole sonate’ venisse impiegato da Tartini nei trattenimenti accademici quando non addirittura nelle audizioni private che offriva ai nobili visitatori di passaggio a Padova. 

A questo genere appartengono le sonate del manoscritto autografo 1888 dell’Archivio musicale della veneranda arca del Santo; si tratta di un importante testimone che si è ritenuto di mettere in relazione con un gruppo di sonate inviate da Tartini a Berlino nel 1750. Una famosa lettera rivela che le sonate per la Germania dovevano essere eseguite senza l’accompagnamento del basso continuo; in realtà, non abbiamo certezza che le sonate del manoscritto 1888 corrispondano a quelle inviate al nord (dato che non se ne è mai ritrovato il manoscritto) ma si tratta di un’ipotesi più che plausibile, confermata dal carattere essenziale quanto raffinato di queste composizioni.