Vaccinarsi un dovere da comunicare

Vaccinarsi: un dovere da comunicare in modo chiaro

8 Novembre 2018 Associazione Alumni_admin Categories news

I vaccini sono argomento di diverse discussioni che imperversano non solo nel web ma anche nelle piazze o tra amici ad una cena. L’evento “Vaccinazioni: combattere le malattie e la disinformazione, organizzato dall’Associazione Alumni dell’Università degli Studi di Padova e dall’Area Giovani di SIFO (Società Italiana dei Farmacisti Ospedalieri), con il patrocinio della Scuola di Medicina e Chirurgia e della Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera, ha portato questo tema caldo nelle aule del Dipartimento di Scienze del Farmaco per condividere lo stato dell’arte dei vaccini con un pubblico eterogeneo di medici, farmacisti, altri professionisti sanitari e anche di persone alla ricerca di chiarezza.

I relatori hanno posto l’attenzione su un sistema volto alla prevenzione e all’eradicazione di malattie infettive pericolose e mortali attraverso l’utilizzo di un prodotto valido, controllato e sicuro: i vaccini. Gli stessi hanno poi condiviso la loro esperienza ponendo l’attenzione sulla malattia, il nemico che si combatte con questo strumento, sottolineando come sia indispensabile una giusta informazione in tal senso per ovviare al caos delle notizie senza validazione scientifica che ogni giorno ci pervadono.

Dalla prevenzione all’eradicazione di malattie pericolose: i dati tradotti

Oggi possiamo contare su un’arma molto importante nella continua lotta contro le malattie infettive che in passato hanno causato fino a centinaia di migliaia di morti: i vaccini. 

Le epidemie di malattie infettive gravi o mortali infatti sono sempre più rare o circoscritte grazie a questo prezioso strumento e ad una “task force” di medici, farmacisti, immunologi, farmacologi, medici di famiglia, ricercatori e tanti altri professionisti sanitari che ogni giorno monitorano le malattie infettive in Italia e nel mondo lavorando per il loro debellamento.

I dati parlano dei vaccini come di un successo della ricerca medica e farmacologica:

  • 5 persone al minuto salvate
  • 25 milioni di morti evitate entro il 2020
  • scomparsa del vaiolo, una malattia che causava 700 mila morti all’anno in Europa, prima dell’introduzione del vaccino.

Questi sono solo alcuni dei numeri che evidenziano il loro ruolo centrale nella salvaguardia della salute pubblica.

Questi dati però non dovrebbero farci abbassare la guardia, perché le malattie infettive sono in grado di mutare e individuare i nostri punti deboli, basti pensare alla poliomelite, una malattia che tra il 1939 e il 1962 contava 3000 casi all’anno. L’Italia nel 2002 è stata dichiarata polio-free, dopo quasi 40 anni dall’introduzione della vaccinazione di massa (1963). Nel 2014 però l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato una nuova emergenza di sanità pubblica internazionale per questa malattia in seguito alla comparsa di nuove epidemie in alcuni Paesi al di fuori delle aree endemiche. L’Italia non era annoverata tra i Paesi a rischio ma a chiunque viaggiasse per o da tali luoghi era richiesta una copertura vaccinale completa contro tale malattia. 

Copertura vaccinale: l’obiettivo del Piano di prevenzione vaccinale

La copertura vaccinale rappresenta il principale indicatore di monitoraggio dell’efficacia delle strategie di vaccinazioni e della loro reale attuazione nel territorio. Si tratta della percentuale di popolazione coperta dalla vaccinazione contro una data malattia infettiva.

I dati scientifici condivisi a livello mondiale hanno evidenziato che, per le malattie infettive considerate ad alto rischio, una copertura vaccinale pari al 95% è la soglia minima per raggiungere l’immunità di gregge, ovvero se la quota di individui vaccinati all’interno di una popolazione raggiunge questo valore, si arresta la circolazione dell’agente patogeno. Il raggiungimento di tale soglia consente, quindi, di tutelare anche i soggetti fragili che, a causa delle loro condizioni di salute, non possono essere vaccinati. 

Il Piano Regionale di Prevenzione Vaccinale  della regione Veneto rappresenta la strategia di profilassi vaccinale della popolazione concordata per garantire il raggiungimento di una copertura vaccinale sicura a seconda della malattia infettiva considerata. Tale strategia pianifica proprio il raggiungimento dei livelli di sicurezza di copertura concentrandosi su vari gruppi di popolazione nell’arco di un periodo definito. 

L’Italia per anni è stata un esempio virtuoso di copertura vaccinale e da sempre è considerata un esempio di best practice. Gli Immunologi Italiani sono infatti coinvolti e interpellati a livello internazionale nella definizione delle attività volte alla prevenzione ed eradicazione delle malattie infettive. 

Negli ultimi anni però anche l’Italia ha toccato con mano il rischio di basse coperture vaccinali. 

Ne è un esempio l’epidemia di Morbillo del 2016, che ha rappresentato l’evidenza reale del rischio a cui basse coperture vaccinali espongono la popolazione che non segue la pratica per problemi di salute. Ogni cittadino dovrebbe essere consapevole del rischio della non-vaccinazione e capire che vaccinarsi è anche un atto di doveroso rispetto nei confronti di chi, per problemi di salute, non può essere protetto. 

Educare la popolazione con informazioni di qualità e una divulgazione chiara oggi è diventato essenziale. 

La malattia dimenticata

La copertura vaccinale fortunatamente sta migliorando ma rimane alto il rischio del ritorno di malattie infettive che non ricordiamo più, o non conosciamo, se non si raggiungono gli obiettivi prefissati. Bisognerebbe infatti iniziare a parlare meno di vaccini e più di malattie, il vero nemico da sconfiggere. 

La disinformazione ha favorito prese di posizione incomprensibili contro i vaccini ed è diffusa l’idea che il problema della loro mal percezione sia stato favorito dal loro stesso successo: i vaccini infatti hanno funzionato talmente bene da far dimenticare le malattie da essi stessi debellate negli anni, non facendoci concretamente realizzare la loro pericolosità per la salute . 

Ancora una volta, la storia recente dell’epidemia di morbillo ha confermato un’evidenza nota: l’esperienza della malattia favorisce la vaccinazione. Infatti nel 2016 le vaccinazioni spontanee contro il morbillo sono aumentate, a seguito forse della paura del rischio.

Questo terrore però potrebbe essere evitato attraverso una chiara ed efficace divulgazione, che ne evidenzi il ruolo essenziale nel rapporto rischio/beneficio.

La parola agli Esperti

Vaccinazioni: combattere le malattie e la disinformazione”, evento dello scorso 28 settembre organizzato da Alumni e SIFO, ha permesso di approfondire lo stato dell’arte delle vaccinazioni in Italia attraverso la voce di professionisti che ogni giorno perseguono la “lotta” alle malattie infettive monitorando le copertura vaccinale. 

La Dr.ssa Sophia Campbell Davies, Coordinatore Area Giovani SIFO, Farmacista ospedaliero all’Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico (ASST Fatebenefratelli Sacco), Milano ha coordinato e moderato l’evento nel quale sono intervenuti professionisti del settore.

Il Prof. Vincenzo Baldo, Professore Ordinario della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova, ha introdotto l’argomento presentando una panoramica generale sui  vaccini focalizzandosi sui dati che evidenziano il ruolo fondamentale delle vaccinazioni nella prevenzione ed eradicazione di alcune malattie  

La Dr.ssa Giuseppina Napoletano, Direttore dell’Unità Organizzativa Prevenzione e Sanità Pubblica della Regione Veneto, ha presentato il Piano Regionale Prevenzione Vaccinale evidenziandone l’effettiva modalità di gestione al fine di assicurare la copertura vaccinale efficace nella prevenzione delle patologie per garantire la sicurezza nella popolazione. 

Infine il Dr. Luciano Flor , Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Padova,  ha affrontato il tema delle vaccinazioni per gruppi di popolazione e di gruppi a rischio , e il Dott. Ugo Moretti, Responsabile del Centro Regionale di Farmacovigilanza del Veneto, ha approfondito il tema della vaccino-vigilanza come modello continuo di monitoraggio della sicurezza dei vaccini.

Parlare di vaccinazioni oggi più che un tempo sembra essere complicato, e a una divulgazione scientifica di qualità sta diventando sempre più un bisogno per contrastare la mala informazione e garantire la salvaguardia della salute pubblica 

In tal senso, concludiamo con queste parole del prof. Luciano Flor:

Oggi saper comunicare e informare fa parte della nostra professione sanitaria: abbiamo la necessità di mantenere un rapporto sia personale e di fiducia tra medico e paziente, ma sta giocando una partita sempre più importante anche l’informazione scientifica tramite altri canali. E se vengono date informazioni scorrette dovremmo essere presenti per offrire a tutti la giusta versione

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