Mariateresa Gallea e il Presidente Mattarella

Noi medici del territorio siamo le mura di difesa della rocca ospedaliera

9 Novembre 2020 Associazione Alumni_admin Categories news

Mariateresa Gallea, classe 1986, è stata recentemente insignita dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica, assegnata direttamente dal Presidente Sergio Mattarella, per l’impegno in prima linea a Vo’ Euganeo, nelle settimane immediatamente successive all’istituzione della prima zona rossa d’Italia, nel febbraio 2020.

Assieme a lei, hanno ricevuto la prestigiosa onorificenza i medici Paolo Simonato e Luca Sostini: si tratta di tre Alumni della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova.

Mariateresa è nata a Castelfranco Veneto da genitori siciliani ed è cresciuta a Padova. Completati gli studi al liceo scientifico “Ippolito Nievo”, si è laureata in medicina e chirurgia, quindi ha completato la Scuola di formazione specialistica in Medicina Generale della Regione Veneto.

Mariateresa
Mariateresa Gallea

“I primi tre anni a Medicina sono stati i più impegnativi, – ci racconta, – mi mancava il contatto con i pazienti e trovavo molto sfidante studiare qualcosa di cui non potevo sperimentare in prima persona le ricadute sul campo. Ma tutto è cambiato dal quarto anno, quando si iniziano a svolgere i tirocini clinici in corsia. L’esperienza più bella è stata quella a medicina interna: in questo reparto si ha davvero modo di conoscere il paziente a 360 gradi ed è qui che ho maturato la mia passione per la medicina generale.”

“Conseguito il diploma presso la Scuola regionale, ho iniziato a lavorare nel servizio di continuità assistenziale, – la ‘guardia medica’, com’è meglio conosciuta – della sede di Conselve. È un servizio prezioso e delicato: nelle ore notturne e nei giorni festivi e prefestivi, quando i medici di famiglia non sono operativi, ci occupiamo dell’attività sanitaria indifferibile, cercando al contempo di filtrare le urgenze ed evitare sovraffollamenti dei Pronto Soccorso. Lo facciamo fornendo consulenza telefonica, ambulatoriale e a domicilio.”

“Amo la medicina del territorio, perché mi permette di creare un rapporto stabile e duraturo con i miei pazienti, che vedo e sento per anni, che visito nelle loro case e dei quali conosco spesso la storia clinica a memoria. Ogni persona di cui mi prendo cura ha un nome e una storia, e questo ha un impatto fortissimo sulla motivazione a fare questo lavoro. Inoltre, per fare una similitudine, mi piace definire i presidi di medicina del territorio come le mura difensive della rocca ospedaliera: rispondiamo ai bisogni urgenti della popolazione per permettere all’ospedale centrale di rimanere sempre operativo.”

“Questo è ancor più vero in una situazione sanitaria come quella attuale: ricordo ancora il trambusto causato dalla chiusura dell’Ospedale di Schiavonia venerdì 21 febbraio 2020, dopo che alcuni pazienti erano risultati positivi al Covid-19. Improvvisamente il virus di cui tanto si parlava da settimane era tra noi e il nostro ambulatorio fu inondato di chiamate: persone che erano state da poco all’Ospedale ci chiedevano come comportarsi, temendo di essere state contagiate.”

“In quelle stesse giornate, la Federazione Italiana Medici Medicina Generale lanciò un appello, alla ricerca di volontari che sostituissero i tre medici di base di Vo’ Euganeo, in quarantena come tutto il resto della popolazione. Con Paolo Simonato e Luca Sostini ci candidammo immediatamente e lunedì 24 febbraio entravamo in una Vo’ spettrale, muniti di autorizzazione del Prefetto per poter superare i posti di blocco che l’Esercito aveva istituito.”

Vo’ Euganeo e sullo sfondo il Monte Lozzo Foto di Øystein Vidnes from Oslo, Norway – Flickr, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30776906)

“È stata un’esperienza surreale. La città era deserta, i militari ovunque e regnava grande incertezza su tutto: non c’erano linee guida chiare su come comportarsi e i DPI scarseggiavano. Paolo, Luca e io prendemmo possesso ciascuno di uno studio medico, che dovemmo sanificare in autonomia. Fu nostra cura affiggere cartelli nelle farmacie, nei supermercati, nelle bacheche pubbliche, spiegando alla popolazione che non era possibile andare dal medico in autonomia, ma che occorreva prendere appuntamento e svolgere un triage telefonico, per verificare che la persona non presentasse sintomi compatibili con il Covid.”

“Devo dire che la popolazione era molto rassicurata dalla pronta risposta delle istituzioni. In pochi giorni tutti i residenti avevano effettuato il tampone, i positivi erano stati identificati e la quarantena veniva chiaramente percepita come uno strumento di tutela della salute di tutti.”

“Il riconoscimento che il Presidente Mattarella ci ha assegnato motu proprio non è certamente a noi come individui, ma verso tutta la categoria dei medici di medicina generale, che hanno svolto e continuano a svolgere oggi un’opera di immenso valore per preservare la salute dei cittadini e più in generale per garantire la tenuta del sistema di salute pubblica. Se pensassimo al nostro essere medici come a un semplice lavoro, forse non ci saremmo recati a Vo’: per noi è qualcosa di più grande, una passione e anche una missione.”

Assieme ai tre Alumni della nostra Università, il Presidente Mattarella ha premiato molti altri operatori sanitari e cittadini in prima linea nei mesi dell’emergenza, in rappresentanza delle rispettive categorie di appartenenza: medici, infermieri, OSS, operatori delle Case di Riposo, soccorritori del 118, farmacisti, carabinieri, imprenditori, insegnanti, e molti altri. Sul sito del Quirinale è disponibile la lista completa.

A tutti loro, vanno il riconoscimento e la stima dell’Associazione Alumni Università di Padova.

I tre medici e Alumni premiati: Luca Sostini, Paolo Simonato e Mariateresa Gallea
I tre medici e Alumni premiati: Luca Sostini, Paolo Simonato e Mariateresa Gallea
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