Ho deciso di donare per il Museo della Natura e dell’Uomo a nome di un bambino. Alberto è diventato così donor ufficiale degli 800 anni.

12 Luglio 2021 Associazione Alumni_admin Categories Interviste Ingegneria, news

Alessandro Zuccaro Marchi vive nei Paesi Bassi e lavora a Noordwijk per il Centro Europeo di Ricerca e Tecnologia ESTEC dell’Agenzia Spaziale Europea, che qui ha il suo più grande stabilimento.

Oltre che padovano di origini, Alessandro è anche Alumno dell’Università di Padova, dove ha conseguito una laurea specialistica in fisica dopo il liceo scientifico. Erano anni differenti, ci spiega, il piano di studi era più libero e facilmente personalizzabile; ciò gli ha permesso di impostare un curriculum fortemente orientato all’astrofisica sperimentale e di collaborare con l’adiacente Dipartimento di Elettronica e Informatica (oggi Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione) dove lavora a stretto contatto con un team di ricerca composto da ingegneri e fisici sperimentali, sotto la guida del prof. Giuseppe Tondello.

L’oggetto delle ricerche di Alessandro è lo sviluppo di strumenti ottici per lo spazio, prevalentemente telescopi per l’osservazione terrestre e per studi astrofisici e del sistema solare. Proprio dal gruppo di ricerca di Padova nasce la “wide angle camera” che sarà utilizzata nella storica missione spaziale Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea.

La carriera di Alessandro è però solo agli inizi: dopo il dottorato all’Università di Trieste, svolto quasi integralmente negli Stati Uniti nella base NASA – Marshall Space Flight Center di Huntsville (Alabama), seguono varie esperienze tra USA, Italia e Giappone, che gli permettono di lavorare allo sviluppo di tecnologie via via più complesse, fino all’approdo all’Agenzia Spaziale Europea, prima come contractor poi come staff, ormai dieci anni fa.

L’amore per l’Italia e in particolare per la città e l’Università di Padova rimane una costante del racconto di Alessandro, che sceglie l’estero per necessità, per le note prospettive di crescita professionale, carriera e anche retribuzione del proprio lavoro non sempre facili da trovare nel nostro Paese. È con entusiasmo che riceve la notizia del progetto di sviluppo del più grande Museo Universitario d’Italia proprio nel suo Ateneo e vuole subito esserne parte.

Il Museo della Natura e dell’Uomo, che vedrà la luce nel 2022 – in occasione degli Ottocento anni di storia della nostra Università – è destinato ad ospitare le ricchissime collezioni di mineralogia, geologia e paleontologia, zoologia e antropologia che sono state costruite e curate per secoli dagli studiosi di Padova.

Un progetto moderno anche nella sua concezione, basata su un approccio scientifico interdisciplinare, interattivo e multimediale, un laboratorio didattico destinato a persone di ogni età. È proprio la dimensione educativa del progetto che suggerisce ad Alessandro l’idea di effettuare sì una donazione, ma a nome di un bambino prossimo a compiere gli anni: si tratta di Alberto, figlio del suo migliore amico, un giovane che già dimostra una vivace intelligenza e curiosità per la scienza.

Volevo donare qualcosa di unico, destinato a restare nel tempo, un’esperienza e un’appartenenza oltre il semplice regalo materiale. Mi sono confrontato con i genitori di Alberto che erano già al corrente dell’iniziativa e si sono rivelati subito entusiasti dell’idea. Ma il più soddisfatto di questo regalo è stato senz’altro il festeggiato, orgoglioso della scelta e contentissimo del suo attestato di donor ufficiale degli 800 anni dell’Università degli Studi di Padova. Che dire, non vediamo l’ora che sia il 2022 per poter visitare assieme il Museo della Natura e dell’Uomo.

Scopri come effettuare una donazione per gli Ottocento anni dell’Università di Padova e fare un regalo davvero originale che dura per sempre a nome di una persona a te vicina, di un’amica, di un nipote, di un figlio, di una zia etc. La persona amata che desideri far entrare nella Storia riceverà l’attestato di donor ufficiale degli 800 anni dell’Università degli Studi di Padova.

Scopri come sostenere i progetti per gli Ottocento anni dell’Università di Padova  cliccando qui.

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