Elisabetta Verardo: il coraggio di uscire dalla comfort zone

22 Settembre 2025 Associazione Alumni_admin Categories news

“Storie di eccellenza” è una rubrica realizzata in collaborazione con la dr.ssa Valentina Zacchia, Partner di GSO Search & Selection, all’interno della più ampia cornice “Storie di Alumni” – raccontiamo le carriere di alumni dell’Università di Padova che hanno raggiunto ruoli di vertice in grandi aziende nazionali e internazionali.

Dalla chimica alla leadership internazionale

Elisabetta è oggi Executive Vice President e Head of Global Quality Unit di Evotec, multinazionale attiva nella ricerca e sviluppo farmaceutico.

Il suo percorso inizia tra le aule dell’Università di Padova, dove si laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche nel 1993. All’inizio degli studi vuole intraprendere un percorso che le permetta di esplorare più mondi, di mantenere aperte le porte a diverse opportunità.

La facoltà è giovane, con pochi studenti iscritti, e questa dimensione raccolta diventa un vantaggio: professori disponibili, dialogo diretto e un senso di comunità che rende lo studio meno solitario e più stimolante.

Il professor Scrimin ci ha insegnato a ragionare: la memoria non basta, serve intuito. È stato un insegnamento prezioso.

Fondamentale anche l’esperienza Erasmus a Newcastle. Tre mesi in Inghilterra, lontana da casa e con un inglese inizialmente incerto, rappresentano per lei un salto nel vuoto e allo stesso tempo un laboratorio di indipendenza.

Non parlavo bene inglese, ma tre mesi fuori casa mi hanno insegnato indipendenza e fiducia nelle mie capacità.

1993 – Elisabetta discute la sua tesi di laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche

Lo stesso spirito di squadra che caratterizza il corso di laurea – studenti che si aiutano a vicenda, creando una vera e propria comunità – diventa per Elisabetta una lezione di vita. Non è solo l’apprendimento individuale a contare, ma la capacità di collaborare, di costruire insieme.

Vent’anni di sfide e successi

Dopo la laurea, Elisabetta entra come capo laboratorio in un’azienda italiana di farmaci generici. L’acquisizione da parte di una multinazionale segna l’inizio di vent’anni di crescita professionale.

Non è stato sempre facile: in un ambiente maschile, ogni passo è stato conquistato con i risultati. Non promesse, ma fatti: così ho ottenuto fiducia e riconoscimenti.

La sua perseveranza la porta a ricoprire ruoli di responsabilità come il Controllo e l’Assicurazione Qualità.
Ma non si limita al perimetro della sua mansione: accetta incarichi “fuori ruolo”, come viaggi in Cina per la qualificazione dei fornitori.
Sono esperienze che la arricchiscono e le permettono di sviluppare una prospettiva più ampia e internazionale.
Dopo vent’anni sceglie di cambiare settore, passando dalla produzione di generici alla ricerca e sviluppo farmaceutico.

Resilienza: la forza di ripartire

La carriera di Elisabetta è segnata anche da momenti difficili, che la costringono a misurarsi con situazioni straordinarie.

Durante il Covid, l’azienda per cui lavora è classificata come essenziale: mentre molti restano a casa, lei continua ad andare in ufficio per sostenere il proprio team. È una scelta di responsabilità e vicinanza, che dimostra come la leadership non sia fatta solo di parole, ma di presenza.

Poi, nel 2023, arriva un cyber attacco che paralizza i sistemi informatici.

Durante il Covid andavo in ufficio per sostenere il team. Nel 2023, dopo un cyber attacco, siamo tornati a lavorare su carta. È stato complesso, ma ci ha resi più forti.

2023 – durante un evento di Confindustria a Bologna, Elisabetta, allora AD di Evotec Modena, racconta l’acquisizione del sito specializzato in Terapie Avanzate di Medolla (MO)

Il valore del lavoro di squadra

Per Elisabetta, la leadership non è mai autoritaria né individualista. Al contrario, si fonda su trasparenza, fiducia e sul riconoscere che il successo nasce dal contributo collettivo.

Preferisco le persone aggreganti alle eccellenze isolate. Il mio compito è aiutare ciascuno a esprimere il meglio di sé, anche uscendo dalla propria comfort zone.

La sua filosofia è chiara: un leader non deve brillare da solo, ma deve creare le condizioni affinché gli altri possano crescere. E il modo più efficace per farlo è l’esempio quotidiano: “far accadere le cose”, come lei stessa sottolinea, senza limitarsi a proclami.

I consigli di Elisabetta per i giovani

Coltivate la curiosità: fatevi domande, chiedetevi sempre “perché”.

Usate digitale e AI come strumenti per crescere e innovare.

Uscite dalla comfort zone: lì avviene il vero apprendimento.

Prendetevi cura di mente e corpo: il benessere è il fondamento del successo.

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