Equilibrio mente-corpo come fondamento per le vincitrici dei Premi di laurea “Sapere vivere bene”

15 Gennaio 2026 Associazione Alumni_admin Categories news

La seconda edizione dei Premi “Sapere vivere bene” è stata vinta da Natalia Bordato, Elena Manfrin e Ilenia Previato

Le tre vincitrici ci raccontano in questa intervista i loro percorsi di formazione all’Università di Padova, attraverso una riflessione riguardante i temi del benessere, salute ed equilibrio psico-fisico. 

Ciao Natalia, Elena e Ilenia, grazie per la vostra disponibilità!
Di cosa vi siete occupate nel vostro lavoro di tesi?

Natalia: La mia tesi è constata in un percorso sperimentale di educazione alimentare nella scuola primaria per la prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare (DCA)
Il progetto univa l’analisi nutrizionale degli alimenti alla comprensione del loro legame con le emozioni, aiutando gli alunni a riconoscere bisogni corporei e sensazioni provate in relazione ai pasti. La difficoltà in tale processo, detta alessitimia, è infatti un fattore predisponente ai DCA.

Elena: La mia tesi ha esplorato gli effetti della pratica di yoga, rispetto alla ginnastica total body, su immagine corporea e consapevolezza enterocettiva in giovani donne. Il disegno sperimentale ha previsto 10 lezioni gratuite, grazie ai fondi di ricerca, di yoga o ginnastica total body e l’utilizzo di questionari e rilevazioni psicofisiologiche (ECG, fascia respiratoria, compiti di enterocezione) per la misurazione delle variabili chiave.
Il progetto, così strutturato, ha permesso di indagare il benessere, calato nel rapporto mente-corpo, sia dal punto di vista cognitivo che fisiologico.

Ilenia: Mi sono occupata dello studio della relazione bidirezionale tra microbiota intestinale e disturbi del comportamento alimentare, analizzando come la disbiosi influenzi metabolismo, comportamento e salute mentale, e valutando possibili approcci terapeutici basati sulla modulazione del microbiota.

In una frase, cosa vuol dire per voi “saper vivere bene”? 

N: Secondo il mio parere, “saper vivere bene” significa armonizzare benessere interiore, fisico ed emotivo con la qualità di azioni e relazioni quotidiane.

E: “Saper vivere bene” per me significa riuscire ad essere pienamente presenti a se stessi, in equilibrio dal punto di vista della salute mentale e fisica. 

I: Per me “sapere vivere bene” significa trovare equilibrio tra mente e corpo, nutrendo abitudini che favoriscano salute, consapevolezza e benessere quotidiano.

Quali sono, secondo voi, i rischi maggiori nella società moderna che impattano sull’equilibrio mente-corpo?

N: Ritmi frenetici, stress cronico, eccesso di stimoli digitali e disinformazione, insieme alla difficoltà di riconoscere e gestire le emozioni e alla pressione di ideali di perfezione irrealistici, rappresentano i fattori che nel quotidiano compromettono maggiormente l’equilibrio tra mente e corpo.

E: Penso che il rischio maggiore sia l’impostazione sociale che privilegia la velocità e task puramente cognitivi, perché il distacco costante dall’esperienza corporea disabitua a considerare il corpo come parte essenziale dell’identità. La possibilità di un’esistenza virtuale data dalla tecnologia, inoltre, se non bilanciata da una forte cultura del corpo, può essere controproducente.
Il corpo cessa di essere percepito come strumento d’azione e diventa un ostacolo (‘si ammala’, ‘mi costringe qui’). Questa visione rischia di alimentare una prospettiva dualistica, compromettendo la ricerca di un fondamentale equilibrio mente-corpo.

I: Tra i rischi principali vedo stress cronico, ritmi frenetici, alimentazione disordinata, iperconnessione digitale e modelli estetici irrealistici, tutti fattori che alterano salute mentale, equilibrio emotivo e rapporto con il cibo.

Quali valori vi ha trasmesso L’Università degli Studi di Padova?

N: L’Università mi ha trasmesso curiosità, tenacia, un’ottica di lifelong learning e un senso di responsabilità verso la comunità globale.

E: In Università ho imparato l’importanza di una preparazione completa e multidisciplinare. Ho scoperto il valore della ricerca, strumento di crescita per chi la conduce e per l’intera comunità. Ho imparato cosa significhi lavorare in un team coeso, dove lo scambio di idee ed esperienze è alla base della professione di ricercatore. Infine, osservare il rapporto tra l’Università e la cittadinanza mi ha fatto riflettere sull’importanza dell’Istituzione universitaria come riferimento per la comunità tutta.

I: L’Università di Padova mi ha trasmesso rigore scientifico, responsabilità etica, spirito critico e apertura interdisciplinare, valori che guidano il mio approccio professionale e umano.

Dopo la laurea, cosa vi aspetta in futuro in campo lavorativo?

N: Come insegnante miro a promuovere progetti educativi orientati al benessere a 360 gradi, con particolare attenzione alla salute alimentare e mentale, contribuendo a formare cittadini del futuro consapevoli e resilienti, e a creare ambienti scolastici e comunitari più sani, equilibrati e inclusivi. 

E: Sto proseguendo la mia formazione con un master in psicologia dello sport e ho avviato una collaborazione con uno studio di psicoterapia. Mi piacerebbe poter continuare con la ricerca sul rapporto mente-corpo con un dottorato e, successivamente, frequentare la scuola di specializzazione. Mi auguro un domani di poter lavorare nell’ambito della psicologia della salute unendo tutti i percorsi di studio completati e futuri.

I: Aspiro a lavorare come biologa nutrizionista, aiutando le persone a trovare un equilibrio personalizzato in base alla loro storia e alle loro abitudini, guidandole a costruire un rapporto sano con il cibo e ad imparare a volersi bene.

Condividi