PADOVA UNIVERSITY PRESS: LE PUBBLICAZIONI DI GENNAIO (2026)
Nuovo anno, nuovo appuntamento con le uscite più rilevanti di Padova University Press! Oggi vi presentiamo le pubblicazioni del mese di gennaio!
La Padova University Press nasce con l’obiettivo di selezionare e pubblicare il sapere accademico in senso ampio, dando massima visibilità ai risultati della didattica e della ricerca in Ateneo; essa vede nella divulgazione scientifica lo strumento per coinvolgere le persone, per farsi conoscere e per far conoscere, per dare informazioni, concetti e competenze corrette su argomenti e discipline conosciute e sconosciute.
Due uscite tra queste elencate qui sotto sono scaricabile gratuitamente in pdf! (clicca sulle copertine per maggiori info).
Finitezza possibilità trascendenza. Scritti in onore di Carlo Scilironi.
A cura di Martino Dalla Valle, Andrea Gambarotto e Luca Illetterati
Finitezza, possibilità, trascendenza sono alcune delle parole-guida del pensiero di Carlo Scilironi, l’indicazione dei nodi problematici attraverso cui egli ha interrogato con radicalità la tradizione filosofica e teologica, dalla sapienza greca e dai testi fondamentali del mondo giudaico-cristiano fino alle questioni decisive del pensiero contemporaneo.
Un’interrogazione viva, che ha trovato nelle lezioni e in una ricca produzione saggistica il suo luogo privilegiato di manifestazione. Ricerca, scrittura e didattica, infatti, non sono mai state per Scilironi dimensioni separate e separabili, ma parti inscindibili di un unico compito. È per questo che la sua attività di docente e ricercatore ha assunto il significato di un autentico magistero filosofico.
Le nostre vite sghembe. Apologia dell’imperfezione.
In un tempo che ci vuole impeccabili, performanti, sempre all’altezza, “Le nostre vite sghembe” nasce come atto di resistenza.
Una raccolta poetica che rivendica l’imperfezione, l’errore, l’inciampo come forma autentica di rappresentazione del reale. Contro la retorica dell’eccellenza e della produttività a ogni costo, queste voci scelgono lo scarto, la stortura, l’anomalia.
Putti e spiritelli. La fortuna dei Troni tra Medioevo ed età moderna.
A cura di Elena Cera
Il volume racconta la longeva e sfaccettata fortuna della serie di rilievi di epoca giulio-claudia noti come Troni di Ravenna, anche se non tutti provenienti con certezza da questa città. Sebbene la loro reale funzione archeologica non smetta di suscitare interrogativi, i Troni costituivano probabilmente la base di uno o più altari monumentali di committenza imperiale.
Esposti fin dal Medioevo in luoghi distanti e spesso inattesi – dalla basilica di San Vitale a Ravenna, a piazza San Marco e alla chiesa dei Miracoli a Venezia, da Palazzo Trinci a Foligno, a Villa Medici a Roma e, ancora, alle collezioni di Lorenzo il Magnifico a Firenze e a quelle reali di Francia, fino al battistero di Biella – i Troni hanno colpito nei secoli l’attenzione di scrittori e viaggiatori, che li ritenevano rari capolavori dei greci Fidia, Prassitele e Policleto. Soprattutto, hanno da sempre affascinato gli artisti – a partire da Donatello, Tiziano e Raffaello – che proprio dal loro studio hanno tratto ispirazione per l’iconografia del putto o “spiritello”, destinata a segnare profondamente l’arte rinascimentale.


