Storie di Alumni

Cappellin Luca

Luca Cappellin | Storie di Alumni

Imprenditore e Ricercatore | Novembre 2017
Laurea in Fisica, Laurea in Economia

Dicembre 2016

Metodo e operosità, questa è la chiave per ottenere risultati

L’Università mi ha trasmesso un’insaziabile sete di conoscenza, la passione e l’impegno. Mi ha fornito la disciplina e il rigore necessari per uno studio proficuo, che si traducono poi in ingredienti necessari nella professione. Mi ha insegnato l’importanza e la bellezza dell’interdisciplinarietà che allarga gli orizzonti e crea innovazione. L’affiancamento del percorso di eccellenza della Scuola Galileiana ha poi aggiunto la capacità di lavorare in condizioni di forte stress, la volontà di perseguire il massimo, la costruzione del team, l’importanza del networking e della flessibilità. E se penso a un valore chiave che gli anni di studio all’Università mi hanno trasmesso, penso soprattutto alla diligenza, intesa come convergenza di metodo ed operosità. Sono personalmente convinto che alla base della riuscita sia in campo accademico che nello sviluppo di aziende vi sia questo valore. Si vive anzitutto sui banchi dell’Università, ma ha un ruolo fondamentale anche nei passi successivi. Poi ci sono anche aspetti più personali legati a quel periodo: ricordo con molto affetto la vita nel Collegio Morgagni con gli altri studenti della Scuola Galileiana. Le lunghe serate di studio insieme, il confronto, le discussioni sono sempre piacevolmente vive nella memoria e hanno permesso di stringere amicizie profonde che durano tuttora.

Fra Italia, Inghilterra e USA: i tre momenti di svolta per una carriera internazionale

La svolta iniziale è avvenuta prima della laurea, quando ho deciso di terminare gli esami con un anno di anticipo e di trascorrere tutto l’ultimo anno di studi all’Imperial College di Londra, affiancando un gruppo di ricerca in matematica applicata. L’internazionalizzazione, il saper interagire con culture eterogenee, la conoscenza della lingua e la rete di relazioni intessute si sono rivelati fattori decisivi negli sviluppi successivi. Una seconda svolta ha coinciso con la rinuncia, subito dopo la laurea, ad un’offerta di lavoro in banca per intraprendere la strada della ricerca, con presunzione ed incoscienza, approdando alcuni anni dopo ad Harvard. Questo nuovo trasferimento all’estero, di impegno non trascurabile dal punto di vista personale, ha ulteriormente sviluppato la capacità di muoversi in un contesto globale, assorbendo gli insegnamenti di realtà di alto profilo nel panorama internazionale. Una terza svolta è stata la costituzione di due aziende in Italia, investendo tempo ed energie ma soprattutto coinvolgendo e mettendo in rete persone, senza diminuire l’impegno accademico, rendendo invece le mutue contaminazioni tra il mondo della ricerca e il mondo dell’impresa un volano di idee e opportunità. La concretizzazione di quanto fatto a livello sperimentale in progetti imprenditoriali con ricadute economiche ed occupazionali è stata una nuova frontiera, confermando che l’interdisciplinarietà e la mobilità intersettoriale sono le vie dell’innovazione e del progresso.

Unire ricerca e aziende in un’unica prospettiva

Quello che faccio ora è esattamente quello che desideravo fare. Ma non smetto di sognare, anzi. Il nuovo sogno è consolidare questa attività di “ponte” nell’innovazione: da un lato, mantenere un impegno di primo livello nella ricerca, preferibilmente in un’Università italiana, guardando all’esempio di diversi colleghi assunti direttamente in ruolo grazie ai finanziamenti europei e al nuovo quadro normativo; dall’altro, continuare a promuovere e attuare in prima persona il trasferimento tecnologico e di saperi attraverso lo sviluppo di privative industriali e l’avvio di nuove aziende autonome. All’Università, infatti, avrei voluto fare ingegneria gestionale, un buon bilanciamento di economia ed ingegneria. Questa disciplina sarebbe stata rappresentata nella Scuola Galileiana solo in anni successivi ed il sistema italiano non consente di specializzarsi in più ambiti, come invece avviene in altri paesi europei. Per questo, decisi di costruire un mio percorso interdisciplinare, laureandomi in fisica prima ed in economia poi.

Proattivi, flessibili e preparati: il mercato vi vuole così

Il lavoro oggi muta velocemente, è necessario svolgere compiti molto diversi nella stessa posizione lavorativa. Per questo sono richiesti profili competenti ma al tempo stesso molto flessibili. La preparazione universitaria, da questo punto di vista, è utile non solo per le competenze in sé ma soprattutto per il metodo e le basi di apprendimento. Viene richiesto di arrivare al risultato, velocemente ed efficacemente, imparando celermente ciò che serve per ogni nuovo compito. Poi c’è anche un fattore di approccio personale. Perché, se forse non esiste una ricetta unica, di sicuro ci sono alcuni errori da evitare. Per esempio vivere di attesa e dipendendo da decisioni altrui, non essere proattivi, non investire in ulteriore preparazione e sviluppo di competenze, non avere flessibilità.

Chi ha radici forti cresce più velocemente

L’Associazione Alumni potrebbe riprodurre su scala più ampia e a livello di sistema quanto è riuscita a fare nella sua dimensione più ridotta l’Associazione Alumni della Scuola Galieiana di Padova: questa è una realtà sempre in fermento, fucina di idee e progetti per il territorio, a livello culturale, relazionale, didattico e imprenditoriale, oggi è un punto di riferimento sia per gli studenti, che possono beneficiare di una salda rete di mentori, sia per gli alumni, molti dei quali lavorano all’estero e possono contare su un network consolidato per sviluppare relazioni professionali, per mantenere amicizie e per meglio ambientarsi in altri paesi. L’Università degli Studi di Padova costituisce un’identità e una radice fondamentale per ognuno dei suoi Alumni e l’Associazione Alumni permette di rimanervi legati e continuare ad attingere linfa di relazioni e di opportunità. Chi ha radici solide cresce più velocemente ed affronta meglio il cambiamento e le sfide.


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