Elena Cornaro Piscopia: una memoria che rivive in Sala dei Giganti

27 Giugno 2019 Associazione Alumni_admin Categories news

Il 25 giugno 1678 si laurea Elena Cornaro Piscopia, prima donna al mondo ad ottenere un titolo universitario. Un primato celebrato con diversi appuntamenti all’interno della rassegna “Una Giornata con Elena”, organizzata proprio in sua memoria dall’Ateneo Patavino che l’ha formata.

Una serie di incontri iniziati con l’inaugurazione del nuovo Centro di Ateneo “Elena Cornaro” per i saperi, le culture e le politiche di genere e conclusasi con la Cerimonia di premiazione del Premio a lei dedicato, promosso dalle Associazioni Amici e Alumni dell’Università degli Studi di Padova, da Solgar Italia Multinutrient S.p.A. e dallo stesso Ateneo.

Un premio, lanciato lo scorso 25 giugno 2018 durante l’evento “Storia di Eccellenza e Cura al femminile”, che contribuisce al più ampio progetto per la storia degli 800 anni dell’Università di Padova e che è stato portato nelle aule dell’università in autunno, con un Roadshow itinerante che ha visto la testimonianza di professioniste d’eccezione, ora conclusosi nella meravigliosa cornice di Sala dei Giganti, assieme alla performance dell’attrice Lella Costa.

Donne protagoniste in Sala dei Giganti

Sala dei Giganti gremita per la premiazione del premio di studio dedicato ad Elena Cornaro Piscopia il pomeriggio di mercoledì 25 giugno.

Gli affreschi cinquecenteschi di Imperatori ed Eroi, in tutta la loro grandezza e mascolinità, nulla hanno potuto se non accogliere a braccia aperte le protagoniste – tutte donne- della premiazione di questa prima edizione.

Un elogio alle donne e al loro potere intellettuale rappresentato dall’illustre Elena Cornaro Piscopia, il cui valore vuole essere riscoperto e attualizzato anche con il premio di studio a lei dedicato.

A presentarlo la prorettrice alle Relazioni Culturali, Sociali e di Genere Annalisa Oboe, assieme ad Andrea Vinelli, Presidente Associazione Alumni, Guglielmo Bedeschi, consigliere dell’Associazione degli Amici dell’Università e Anna Giuliani, presidente Solgar Italia Multinutrient S.p.A.

Vincitrice di questa prima edizione Francesca Guidolin, giovanissima docente di Lettere, Storia e Geografia di Castelfranco Veneto, laureata magistrale in Scienze storiche all’Università di Padova con la tesi dal titolo “La docenza universitaria e le donne. Il caso padovano della Facoltà di Scienze fisiche, matematiche e naturali tra gli anni Cinquanta e Settanta”.

Mi sono sempre interessata alle donne e questo è stato un progetto che ho preso particolarmente a cuore. Il mio lavoro inizia con una citazione: “Raccontare la storia di qualcosa è uno dei mezzi per farla esistere” e anche se nel mio piccolo, ho voluto rendere onore alla memoria di alcune donne che hanno contribuito alla crescita culturale e scientifica di questa università, la stessa che mi ha formata.

La tesi di Francesca Guidolin racconta il percorso affrontato dalle donne italiane per entrare in università, prima come studentesse, poi come docenti, per poi concentrarsi sul caso di 69 docenti dell’ateneo patavino tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta. Il racconto è tracciato secondo un’ottica di storia delle donne e collocato all’interno di vicende importanti che
coinvolsero I’ltalia durante il secolo scorso.

Una menzione speciale è stata assegnata anche a due elaborati che guardano al presente delle donne accademiche nell’ambito medico-chirurgo all’Università di Padova. I due progetti nascono da un contesto comune, l’unica associazione italiana di chirurghe “Women in Surgery Italia”. A presentarli sono state la Gaya Spolverato e Daunia Verdi.

Women in Surgery Italia nasce dal desiderio di unire le chirurghe italiane e di supportarle nelle loro scelte professionali e nelle sfide quotidiane, vuole educare al cambiamento, che deve accompagnare il costante aumento delle chirurghe italiane, al fine di creare un ambiente basato sulla sola logica del merito. WIS Italia vive dell’entusiasmo di chi crede che investire anche sull’altro 50% del capitale umano sia oramai necessario.

Queste le parole di Gaya Spolverato, fondatrice di “Women in Surgery Italia”, chirurgo e ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Chirurgiche Oncologiche e Gastroenterologiche dell’Università degli Studi di Padova che ha presentato il progetto nel suo complesso.

Daunia Verdi, Chirurgo presso l’Ospedale di Mirano, in provincia di Venezia ha invece presentato un progetto di comunicazione che attraverso le comunità virtuali possa offrire alle donne in medicina la possibilità di confrontarsi sulle sfide quotidiane.

Da circa un anno sto sviluppando un progetto, #SurgeryIsWhy, che attraverso i social media vuole abbattere gli stereotipi e la discriminazione, per promuovere invece modelli positivi in ambito chirurgico.

É stato poi assegnato anche un riconoscimento ad un elaborato inerente i temi della nutraceutica, come previsto dal bando, a Chiara Manfrinato, per la sua tesi di laurea magistrale in Scienze della Natura intitolata “Indagine etnobotanica e illustrazione scientifica sulla flora dei Colli Euganei”. Una ricerca su 59 texa di piante utili, tradizionalmente usate nell’area rurale dei colli Euganei, che evidenzia le importanti ricadute sulla salvaguardia del territorio e della sua biodiversità naturale e culturale.

Ho sempre considerato l’etnobotanica una fonte infinita di informazioni utili per capire la storia di un popolo, scoprirne le tradizioni e valorizzarne la cultura ma, più di tutto, questa affascinante scienza è stata ed è tuttora la base di partenza per scoprire nuove molecole che possono migliorare la vita di tutti.

Lella Costa: le donne e il caso Edith Stein

A chiudere questo prestigioso premio, una magnifica Lella Costa che ha raccontato al pubblico, con l’ironia e la simpatia che la contraddistinguno, la vita di un’altra significativa figura femminile, Edith Stein di origine ebraica, anche nota come Teresa Benedetta dalla Croce.

Edith si distinse già molto giovane, all’Università di Breslavia, per le sue doti intellettuali e, come Elena Cornaro Piscopia, si ritrovò ad essere l’unica donna in un ambiente ancora esclusivamente maschile. Affiancò il filosofo Edmund Husserl, che la fece laureare cum laude in filosofia, come Elena Cornaro. Dopo alcune esperienze di attivismo politico e sociale a sostegno dei diritti delle donne, nell’inframmezzo tedesco tra le due guerre mondiali e aver svolto alcuni incarichi all’interno della facoltà di Friburgo, Edith si convertì al cattolicesimo. Questa conversione la avvicinò alla teologia e al monastero di clausura carmelitano di Colonia, dove Edith restò fino a quando non fu vittima delle deportazioni naziste. Morì ad Auschwitz il 9 agosto 1943.

Il racconto di Lella Costa di questa donna è stato carico di emozione, tanto da permettere al pubblico di avvicinarsi, con delicatezza, ad una conoscenza quasi intima della vita di questa Santa, nominata patrona d’Europa.

Il lancio della seconda edizione del Premio

L’incontro si è concluso con la presentazione della seconda edizione del premio di Studi Elena Lucrezia Cornaro Piscopia Università degli Studi di Padova, che vede un’importante novità: a fianco alla volontà di riscoprire la storia delle donne all’interno dell’Università di Padova, progetto che si inserisce nelle linee di ricerca per le celebrazioni degli 800 anni dello stesso Ateneo, il bando intende premiare, non solo progetti che portino alla luce le figure femminili che, da studentesse, docenti o ricercatrici abbiano lasciato il segno nel passato dell’Università, ma anche elaborati che guardino al presente e al futuro delle donne, facendo emergere l’attuale situazione all’interno dell’Università di Padova, da una prospettiva di genere.

Foto di Massimo Pistore

 

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