“Crescita personale, professionale ed economica.” I tre driver per motivare, attrarre e trattenere in azienda i giovani talenti

3 Giugno 2020 Associazione Alumni_admin Categories news

Lo scorso 26 maggio più di un centinaio di partecipanti sintonizzati per il webinar “Ripartire dai talenti. Innovare l’impresa veneta per ritrovare competitività“, organizzato da Associazione Alumni dell’Università di Padova e Veneto Lavoro.

Dopo i saluti iniziali, Andrea Vinelli, presidente dell’Associazione, passa la parola a Gianni Dal Pozzo, Vice-Presidente dell’Associazione e AD di Considi, moderatore della serata che mette subito in luce il quesito cardine del webinar: quali sono i motivi che spingono i talenti veneti a espatriare e quali meccanismi virtuosi adottare a livello aziendale per attrarli e far crescere, assieme a loro, l’intera azienda.

Punto di partenza i risultati della ricerca “Le recenti emigrazioni dei Veneti all’estero”, report realizzato da Veneto Lavoro nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Veneti nel Mondo, che ha raccolto le testimonianze di oltre 700 veneti che vivono e lavorano all’estero.

Letizia Bertazzon, ricercatrice di Veneto Lavoro, racconta dei risultati ottenuti da tale ricerca, il cui obiettivo principale era trovare possibili connessioni con le traiettorie di sviluppo economico e sociale del territorio.

“Realizzazione” è la parola chiave per una giusta lettura delle esperienze migratorie di oggi: la scelta di lasciare il territorio non va ricondotta ad una generica necessità di trovare un impiego in Italia assente, ma bensì ad una volontà di realizzazione personale e professionale, di sfruttare al meglio le proprie competenze in un contesto più stimolante e maggiormente innovativo.

Ambienti di lavoro più dinamici, innovativi e stimolanti. Questi i “pro” ricercati all’estero soprattutto dai più giovani e con un livello di istruzione medio-alto, che si spostano agevolati anche da un sistema di politiche territoriali efficaci e indirizzate all’internazionalizzazione, ne sono esempio i tanti progetti di Erasmus o di tirocinio offerti dalla Regione.

Sulla scia di questi risultati Tiziano Barone, direttore di Veneto Lavoro e secondo ospite della serata, sottolinea l’importanza cardine del lavoro come “tratto essenziale in cui si esplicita la personalità di ognuno”, quel quid che deve sempre soddisfare la crescita personale e professionale del singolo. Barone evidenzia come lo sviluppo della propria professionalità dipende da chi è disponibile a pagare per la stessa, e in questa partita fa da padrone il datore di lavoro e la condizione generale: “al 97% dei casi, nella vita non sei tu a scegliere il lavoro, ma viceversa”.

Ribaltando la prospettiva da un punto di vista aziendale, quali allora le best practice da implementare nel business di un’impresa per far leva sui talenti del territorio? Quali i motivational driver da sviluppare?

Nicola Michelon, CEO di Unox S.p.A., azienda insignita del Premio “Great Place to work Italia” per il terzo anno consecutivo, interviene marcando l’importanza di un’apertura al confronto su decisioni sia di grande che di piccola rilevanza per la crescita aziendale. Punto di partenza nel processo di creazione della fiducia all’interno dell’impresa, risulta quindi comunicare e ascoltare gli input che arrivano dai colleghi e dipendenti, per capire quali comportamenti modificare. Secondo Michelon, l’azienda ha la responsabilità di garantire al dipendente crescita personale, professionale ed economica (in quest’ordine), così da poter acquisire nuovi talenti ed essere più competitivi sia nel mercato del lavoro che in quello del capitale umano, due facce della stessa medaglia.

Nicola Meneghello, CEO di Thron S.p.A., racconta che l’azienda ha investito moltissimo negli anni per aumentare l’attrattività dei talenti, fulcro vitale dell’impresa; ecco quindi l’utilizzo di un modello che punti al miglioramento e alla continua crescita delle competenze, della creatività e dell’organizzazione interna del team, attuando politiche di welfare caratterizzate dalla flessibilità, l’autonomia e la responsabilizzazione dei dipendenti. Oltre a questo una vision che privilegia la libertà d’azione del dipendente o collaboratore, primo decisore, in base alle proprie ambizioni e competenze, del ruolo che intraprenderà all’interno dell’azienda.

Conclude l’incontro Tiziano Barone, sottolineando l’importanza di politiche territoriali efficienti a connettere i talenti alle imprese e al mercato del lavoro, gli stessi talenti che, secondo Barone, per essere chiamati tali devono esprimere una costante vivacità intellettuale, curiosità, voglia di crescere e ricercare.


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