“Proprio perché fiero di essere italiano, mi sento a casa in Europa”. Intervista a Giorgio Novello, ambasciatore dell’Italia nei Paesi Bassi

27 Gennaio 2021 Associazione Alumni_admin Categories news

Nato a Venezia il 24 giugno 1960, Giorgio Novello è laureato in giurisprudenza e specializzato in Scienze Politiche presso l’Ateneo di Padova; alle spalle, numerosi incarichi istituzionali ricoperti negli anni presso governi esteri e organizzazioni internazionali.


Nel 2017 si è concluso il suo mandato di ambasciatore italiano presso il Regno di Norvegia e Islanda e ora si appresta ad intraprendere un nuovo incarico come Ambasciatore nei Paesi Bassi.

In realtà, ho già iniziato: per ogni ambasciatore l’inizio ufficiale dell’incarico coincide con la presentazione delle lettere credenziali da parte del Capo dello Stato del paese che rappresenta, al Capo dello Stato del paese che riceve. Il mio mandato, quindi ha avuto inizio nel momento in cui ho presentato al re Guglielmo Alessandro la lettera del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella.

Ho iniziato anche un altro incarico, quello di Rappresentante Permanente (cioè di ambasciatore presso una organizzazione internazionale) presso l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche-OPAC, insignita del premio Nobel per la pace nel 2013 e che ha anch’essa sede all’Aja; e sono anche Rappresentante italiano nei vari consigli delle tante giurisdizioni internazionali con sede nella stessa città, quali in particolare la Corte permanente di arbitrato, la Corte  internazionale di giustizia, la Corte penale internazionale.

La sede della Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja (sinistra) e il Koninklijk Paleis di Amsterdam (destra), una delle residenze ufficiali del sovrano dei Paesi Bassi

La sua professione di diplomatico l’ha portata a girare il mondo: da Roma a Parigi, poi Londra, Bonn, Berlino, Vienna fino in Africa, solo per citarne alcuni. Una bella pletora di luoghi, e con incarichi nei più diversi settori. Data la sua ricca esperienza, come ritiene che sia la reputazione del nostro Paese all’estero?

L’Italia ha un’ottima immagine all’estero! Siamo presenti in tutte le principali assise internazionali, dal G7 all’Unione Europea, all’Alleanza Atlantica. Quando pensano all’Italia, pensano a un paese straordinariamente ricco in cultura, storia, paesaggio e tradizioni.

Quello che non sempre è conosciuto dappertutto è che l’Italia è un paese all’avanguardia praticamente in tutti i settori, non solo in ambiti tradizionali come la gastronomia e la cultura, ma anche i fronti innovativi della tecnologia e della ricerca scientifica. Compito della diplomazia è anche quello di trasmettere e veicolare all’estero un’immagine più coerente e più fedele della realtà.

Il sistema sanitario italiano, ad esempio, è uno dei migliori sistemi sanitari al mondo. Allo stesso modo, una delle nostre eccellenze a livello mondiale è l’istruzione, in generale, e la formazione universitaria in particolare, per la quale l’Università di Padova ricopre il secondo posto in Italia e il terzo in Europa.  Da qui il mio orgoglio di essere un Alumnus, tanto in patria quanto in giro per altre nazioni!

Lei è stato per tre anni, fino a questo nuovo incarico in Olanda, Vice Presidente nelle Relazioni Istituzionali, presso Avio, una società italiana di tecnologia spaziale per collocare in orbita satelliti artificiali. Che posizione ricopre il nostro paese a livello internazionale nel panorama attuale del settore aerospaziale?

A proposito di quanto finora detto, quello aerospaziale è un esempio concreto dei settori di eccellenza italiani:

Siamo uno dei sette paesi nel mondo che hanno una filiera spaziale completa, dotati quindi di una tecnologia in grado di trasferire un oggetto nello spazio, insieme a Stati Uniti, Russia, Cina, India, Giappone e Francia.

Si tratta di un settore che muove circa 350 miliardi di dollari all’anno, e composto da  quattro grandi aree: lanciatori (i razzi che collocano in orbita gli oggetti); satelliti artificiali e navicelle spaziali; trasmissione di dati dallo spazio verso la terra; e infine la commercializzazione e la diffusione di questi stessi dati.

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo che vanta imprese d’eccellenza in tutti questi settori: grandi, medie e piccole imprese, di cui molte in Veneto, spesso operanti in sinergia con centri di ricerca e università. Avio, per esempio, ha rapporti di collaborazione molto intensi e molto proficui con il Centro “Giuseppe Colombo” dell’Università di Padova.

In vista delle celebrazioni per gli 800 anni di storia del nostro Ateneo, Associazione Alumni intende riunire la grande Community degli Alumni dell’Università degli Studi di Padova diffusa in tutti i continenti.

Il progetto si chiama Alumni Around the World e ha l’obiettivo di raccontare le storie, le esperienze, i ricordi, le emozioni di quegli Alumni che, dopo gli studi, hanno viaggiato e sono oggi in ogni angolo del mondo a testimoniare i valori dell’Università di Padova. Ci onorerà anche lei della sua storia?

Innanzitutto… sono io a essere onorato del vostro invito a partecipare all’iniziativa! Mi piacerebbe parlare di come la rete diplomatica all’estero possa essere uno strumento di sostegno alla cultura sul palco internazionale: come parte delle mie prerogative, per esempio, opero attraverso l’Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam.

Se devo invece parlare dell’importanza del legame con i propri connazionali, pur vivendo all’estero, devo ammettere che non mi considero veramente “all’estero”.

I Paesi Bassi sono parte dell’Unione Europea, un sistema politico del quale siamo tutti cittadini; nel mio passaporto si attesta non solo la dicitura di cittadino italiano, ma anche di cittadino dell’Unione Europea… e ne sono molto orgoglioso!

Per me, le frontiere dei singoli paesi sono trasparenti, e ciò non significa dimenticare le proprie origini: per essere cittadini europei e del mondo dobbiamo essere sempre più consci – e fieri – di quello che siamo come Italiani.  

Giorgio Novello (sinistra) e Sua Maestà Guglielmo Alessandro dei Paesi Bassi (al centro)

Il suo percorso accademico l’ha portata dov’è oggi: se lo sarebbe aspettato ai tempi degli studi in Giurisprudenza e Scienze politiche? E, guardando invece al futuro, che messaggio vorrebbe dare ai giovani che oggi ancora studiano o che stanno concludendo i propri studi a Padova?

Se oggi posso servire il mio paese, ho potuto farlo grazie all’Università di Padova, all’Istituto di Diritto Internazionale della facoltà di Giurisprudenza e alla facoltà di Scienze Politiche.

Il mio ricordo va ai professori straordinari che ho conosciuto e che mi hanno guidato in questo percorso, aiutandomi a rendere concrete le mie aspirazioni teoriche… Ma cruciali sono anche i legami che si creano all’interno dell’Università: per esempio, è stato il Professor Andrea Vinelli, presidente di Alumni, che mi ha presentato il Professor Stefano Debei, direttore del Centro “Giuseppe Colombo” e ora mio caro amico.

Guardando al futuro, i miei decenni di vita professionale mi hanno confermato l’importanza di essere ottimisti. I nostri giovani sono preparatissimi e godono di un’educazione accademica formidabile e assolutamente competitiva a livello mondiale; nonostante le molte difficoltà che tutti conosciamo, non riesco a dubitare per loro della possibilità di affermazione a livello collettivo e individuale.

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