“Il bendessere è equilibrio ritrovato tra corpo, mente e relazioni sociali”. Intervista con l’Alumna Giada Caudullo, Vicepresidente di Solgar Italia

7 Maggio 2020 Associazione Alumni_admin Categories news
Dalla psicologia clinica, alla nutrizione, fino al concetto nuovo di "bendessere". Ci racconta l'evoluzione, umana e professionale, dietro a questa traiettoria?

Sin da bambina sapevo che da grande avrei voluto lavorare per il benessere delle persone. Ho avuto la fortuna di avere, alle scuole elementari, un’insegnante bravissima, Maria Lucangeli, madre dell’attuale Prorettrice alla Continuità Formativa Scuola-Università-Lavoro dell’Università di Padova. Rigorosa e appassionata nell'insegnamento, si è sempre dimostrata molto attenta ai bisogni dei suoi allievi, andando oltre il semplice trasferimento di conoscenze.

Dopo il liceo scientifico, sapevo di voler fare o l’insegnante o la psicologa. Mi sono così iscritta a psicologia all’Università di Padova, scegliendo l’indirizzo psicobiologico, poco frequentato a quel tempo perché considerato difficile a causa delle numerose materie di ambito scientifico e statistico presenti nel curriculum.

Ero una studentessa zelante, ma non rinunciai ad immergermi nella fitta rete di relazioni e amicizie che andavo stringendo con studenti provenienti da tutta Italia; Padova e in particolare la Scuola di Psicologia – allora come oggi – era in grado di attrarre giovani da tutte le Regioni.

Terminati gli studi ed entrata in Solgar Italia, azienda affiliata di Solgar Industry, USA, nota nella ricerca e produzione di integratori nutrizionali, dove mi occupo primariamente di risorse umane e formazione, ho conosciuto il celebre prof. Vittorino Andreoli, di cui sono diventata allieva e con cui collaboro da molti anni.

Il bendessere è una disciplina che promuove un approccio olistico alla salute della persona, ideata dalla dott.ssa Caudullo e dal prof. Andreoli

È con il prof. Andreoli che abbiamo dato vita a una nuova disciplina umanistica, racchiusa nel termine “bendessere”, che promuove un approccio alla persona nella sua interezza, consapevoli che il benessere è frutto dell’equilibrio delicato tra corpo, mente e relazioni sociali.

Gli eventi, i corsi, le pubblicazioni editoriali del nostro Centro Studi forniscono a medici, biologi, farmacisti e operatori del benessere un approccio e strumenti operativi nuovi, basati sul dialogo e sull’ascolto, per affiancare i propri utenti con consigli mirati di intervento, declinati per fasce d’età.

Il 2020 è un anno destinato a cambiare il nostro rapporto con la salute. Data troppo spesso per scontata, l'attuale emergenza sanitaria ci porta a ripensare alla salute come bene primario da tutelare e proteggere in maniera attiva. Qual è la sua personale visione su come la nostra società cambierà ed evolverà?

L’attuale emergenza sanitaria vede le istituzioni e il personale sanitario in prima linea, e ci ha introdotti in una nuova fase storica, caratterizzata da stili di vita e adattamenti poco probabili fino a qualche anno fa.

Da un punto di vista umanistico, ritengo che le priorità legate ai principali bisogni richiederanno una maggiore rivalutazione introspettiva delle persone, un’attenzione all’essenziale, atteggiamenti contraddistinti dalla prudenza. Non mancheranno le molteplici difficoltà, ma ritengo che il superamento di questo delicato frangente richieda la riconsiderazione di nuove opportunità di relazioni sociali e lavorative.

Solgar Italia opera nel settore della fisiologia della persona in salute; un settore vicino a quello medico, ma a questo subordinato. Quello che continueremo a promuovere sarà l’adozione di stili di vita corretti e il supporto alla salute tramite i nostri integratori per giovani, adulti e anziani che presentino aumentati fabbisogni (ad esempio, ridotto equilibrio nutrizionale, sportivi, donne in gravidanza o in menopausa o fragilità nutrizionali, caso più comune negli anziani).

Solgar Italia è attiva nel sociale e supporta la ricerca, anche in Università e soprattutto in questa fase di emergenza. Tra le varie collaborazioni in essere, la società sostiene da anni il Premio Elena Lucrezia Cornaro Piscopia - Università degli Studi di Padova. Ci racconta le ragioni alla base di questa scelta?

Nella mia vita ho avuto la fortuna di avere modelli femminili estremamente positivi. In primis mia madre, donna coraggiosa e animata da grande passione per l’erboristeria e la cura della persona, che si è fatta imprenditrice e ha fondato l’azienda dove oggi lavoro: è stata lei a trasmettermi la passione alla base della missione di Solgar, ove scienza e coerenza sono i principi fondanti.

Opero anche in una realtà decisamente femminile: il 60% dei nostri dipendenti sono donne, così come il 50% del management, e ogni anno diamo il benvenuto a laureate e laureati in farmacia, biologia e scienze provenienti proprio dall’Università di Padova.

Da sinistra a destra: Giada Caudullo; Milla Baldo Ceolin, illustre fisica e prima donna titolare di una cattedra all'Università di Padova; Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, erudita del XVII secolo e prima donna al mondo a conseguire un titolo di laurea, presso l'Università di Padova

Trovo di grande ispirazione l’esempio di Elena Cornaro Piscopia, prima donna al mondo a laurearsi, nel mio Ateneo. Un esempio di forza, coraggio e successo che non può essere dimenticato. Ma l’Università di Padova è ricca di storie come questa: negli anni ’60 Massimilla Baldo Ceolin, una grande scienziata, fu anche la prima donna titolare di una cattedra all’Università di Padova (la cattedra di Fisica superiore).

Credo che ci siano molte altre scienziate ed accademiche del nostro Ateneo che meritano di essere riscoperte, rivalutate e raccontate alle nuove generazioni. Per questo abbiamo subito supportato l’idea di un premio che promuovesse ricerche, tesi o saggi in grado di valorizzare il ruolo delle donne nella storia e nella vita dell’Università.

Padova è un’eccellenza accademica internazionale, e sono convinta che sostenere la cultura, lo studio e la ricerca sia un volano virtuoso con ricadute positive per tutti gli attori coinvolti.

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